Renato Brunetta
Brunetta propone un patto sociale: “Lo stesso che ho cercato di attuare nel settore pubblico: più crescita, lavoro, più produttività, più salario – spiega -. In Italia c’è una questione salariale frutto di bassa produttività e alta pressione fiscale. Alla semplificazione della burocrazia deve corrispondere quella del mercato del lavoro. E la maggiore produttività va distribuita con un’efficiente contrattazione decentrata”.
“Il Pnrr prevede 5 anni, fino al 2026, per realizzare i progetti, e la loro implementazione può arrivare fino al 2030. Man mano che il Pnrr avrà successo l’Italia diventerà sempre più credibile e appetibile, sia per i capitali italiani sia per quelli esteri. Ai 250 miliardi di investimenti pubblici se ne potranno aggiungere almeno tre volte tanto da parte dei privati – sottolinea il ministro -. Si potrebbe arrivare a più di mille miliardi in 5-8 anni. Facile immaginare cosa significherà in termini di crescita e occupazione, ma anche lo stress cui sarà sottoposto il mercato del lavoro. Il nuovo patto sociale dovrebbe in questo senso farsi carico di una nuova stagione di politiche del lavoro, di formazione professionale, di bilateralità, di distribuzione efficiente dei guadagni di produttività”.
(ITALPRESS).