Il centro destra pugliese non parli mai più di donne e dei loro diritti.
Non candideremo tutti coloro che, cogliendo l’espediente offerto dal capogruppo di Forza Italia, hanno impedito il voto sulla doppia preferenza di genere.
È un giorno triste per la politica, è un giorno triste per tutti coloro che come me amano la politica come passione gratuita al servizio degli altri, è una conclusione mortificante della legislatura di un Consiglio regionale che non sarà certo ricordato per le sue battaglie civili, quanto piuttosto per la cura con la quale si è occupato di tutelare le ragioni elettorali dei suoi membri.
Menomale che è finita!
Terrò conto di quanto accaduto nella composizione delle liste chiedendo a tutti di non indicare candidati che si sono espressi contro la doppia preferenza di genere. Candiderò a capolista per il Pd, in tutte le province pugliesi, delle donne e farò personalmente campagna elettorale per loro chiedendo ai pugliesi di votarle.
Ma non basta: se verrò eletto presidente chiederò al nuovo Consiglio regionale di votare subito una nuova legge elettorale che rimuova gli ostacoli alla elezione paritaria delle donne e il limite dell’8% dello sbarramento di coalizione.
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